Le donne sono la forza trainante di Airbnb, nel mondo e in Italia Un nuovo studio sul ruolo delle donne nella comunità degli host di Airbnb

In occasione della Festa della donna è stato pubblicato uno studio che sottolinea il ruolo delle donne nella comunità degli host di Airbnb.

Da sempre il numero di donne host sulla piattaforma supera quello degli uomini. Si stima che oggi più di un milione di donne condividano la propria casa su Airbnb e che dal 2008, anno di nascita della piattaforma, le donne abbiano generato ricavi per più di dieci miliardi di dollari grazie all’home sharing. Anche in Italia il numero di donne host supera quello degli uomini. Attualmente sono 83.622, il 54% dell’intera comunità di chi usa Airbnb per condividere la propria casa.

Eccone due: Giuliana di Milano e Maria Grazia di Roma.

Giuliana Ubertini è una freelance della comunicazione e della formazione a Milano. Viaggia molto per lavoro e accetta solo gli incarichi che le piacciono, ovunque la portino. Questo l’ha obbligata, per tanti anni, a vivere da nomade creativa; non potendo permettersi due affitti, è stata costretta a cambiare casa innumerevoli volte sia che si spostasse di città in città sia che partisse solo per qualche mese. Grazie ad Airbnb ha potuto prendere finalmente una grande casa in affitto a Milano, curandola come aveva sempre desiderato, ma senza dover rinunciare ai suoi viaggi di formazione e lavoro. Giuliana ama ospitare persone di tutto il mondo, facendole sentire a casa come fossero amici fraterni, proprio come a lei piace sentirsi quando viaggia. Fa parte di Rete al Femminile, un’associazione di donne professioniste.

 

Maria Grazia Caiafa è pugliese di nascita, ma da anni trapiantata a Roma. La sua storia da host nasce essenzialmente per due motivi: sociali ed economici. Nel 2013 inizia la sua avventura con Airbnb: aveva bisogno di un reddito extra per lanciare la sua impresa perché il suo stipendio non bastava. La sua scommessa è stata vincente e con Airbnb ha trovato il coraggio di abbandonare il vecchio lavoro per mettersi in proprio e avviare la sua azienda, con il supporto della famiglia. Maria Grazia condivide l’appartamento in cui vive con i suoi ospiti che le fanno compagnia nella periferia romana, e con cui, spesso, discute di una delle sue passioni: le ricette della tradizione culinaria pugliese. Anche per la community di Airbnb Maria Grazia riveste un ruolo chiave: da oltre un anno è community leader romana, un punto di riferimento.

Quali sono i numeri del nostro Paese?

Dal 2012 il numero di donne è cresciuto di ben 26 volte. Il guadagno medio di una donna host, in un anno, è di 2.368 euro, una somma che, nel 17% dei casi, aiuta le donne a pagare le bollette mentre sono impegnate con un lavoro part-time. Per il 6% Airbnb è importante perché le aiuta a sostenere una propria attività imprenditoriale. Roma e Milano ospitano due delle più grandi comunità italiane di host: qui le donne sono il 54% e il 55% rispetto agli host uomini. Nella Capitale il 21% di loro usa Airbnb perché le aiuta a sostenersi mentre svolgono un lavoro part-time e il guadagno medio è di 5000 euro all’anno; a Milano guadagnano in media 2118 euro all’anno e il loro numero è cresciuto di 13 volte dal 2012.

Sharing economy un fattore di trasformazione della società

UN Women, la divisione della Nazioni Unite che si occupa di tematiche di genere, sostiene che la sharing economy sia uno dei fattori di trasformazione della società che potrebbe avere un impatto molto positivo per le donne del mondo. Di fronte alle difficoltà che ancora oggi vengono poste alle donne nel mondo del lavoro – tante conquiste sono state fatte, ma rimangono molte questioni aperte, come il divario nei salari medi fra uomini e donne –  e di fronte alla sfide poste dall’automazione, Airbnb rappresenta uno strumento di opportunità attraverso cui molte donne potranno conquistare maggiore indipendenza economica ed emancipazione professionale e sociale.

Con Airbnb sono molte le donne che riescono a guadagnare qualcosa in più ogni mese, un elemento particolarmente efficace nei Paesi con economie in via di sviluppo. In Kenya, per esempio, una donna in media guadagna con Airbnb abbastanza per coprire più di un terzo delle spese annuali media per la casa; in India il 31%, in Marocco il 20%. Lo studio indica anche che sono oltre 50.000 le donne che nel mondo hanno utilizzato quanto guadagnato con l’home sharing per sostenere un proprio progetto imprenditoriale. Le donne, poi, sono leader anche su altri fronti nella comunità dell’home sharing: il 59% dei Superhost sono infatti donne, più del 60% dei leader negli Home Sharing Club sono donne e le donne era il 61% degli host che hanno curato workshop sull’accoglienza all’ultimo Open, il festival annuale di Airbnb sull’ospitalità. Infine, il numero di donne che dichiara di usare Airbnb per avere un sostegno nell’affitto e in generale nel mantenere la casa supera quello degli uomini, specialmente fra le mamme single.

Siete delle host di Airbnb, vorreste incontrarne altre oppure vorreste diventarlo? Cominciate a conoscere altri host nel Community Center o partecipando a una attività degli Home Sharing Club locali.

Potete saperne di più su questa ricerca e sull’impegno di Airbnb nei confronti della parità di genere cliccando qui.

Le donne dimostrano ogni singolo giorno di essere assolutamente incredibili: siamo felici di celebrarle per  la festa internazionale della donna, confermando il nostro impegno quotidiano per l’uguaglianza di genere e la legittimazione femminile nel mondo.