Col progetto Open Homes di Airbnb chiunque voglia può aprire la propria casa in aiuto a un rifugiato

Da oggi attraverso Airbnb è possibile aprire le porte della propria casa per accogliere rifugiati e sfollati grazie al programma Open Homes. L’iniziativa è stata lanciata a Milano in collaborazione con il Comune e con Refugees Welcome Italia e Comunità di Sant’Egidioriconosciute ONG operanti nell’ambito dell’accoglienza e prime organizzazioni ad aderire al progetto.

Queste organizzazioni, in base alla contingenza imposta dai flussi dei rifugiati, potranno accedere ad Airbnb per verificare e prenotare posti letto adatti alle esigenze del momentoChiunque desideri, già host oppure nuovo ad Airbnb, potrà condividere i propri spazi con persone in difficoltà candidandosi all’indirizzo airbnb.it/welcome/refugeesGli host Airbnb già attivi potranno, in pochi click, mettere a disposizione il proprio annuncio a costo zero, mentre tutti gli altri verranno guidati nella creazione di un profilo per poter condividere il proprio spazio.

Milano sarà, con Roma, città pilota del programma in Italia, ma la possibilità è aperta a tutto il Paese. 

“Daremo a questa bellissima iniziativa tutto il nostro supporto, orgogliosi del fatto che sia Milano la prima città a sperimentarla in Italia. Non è forse un caso, posso dire, data la capacità dei milanesi di rispondere sempre a nuovi appelli, come successo, un anno e mezzo fa con il nostro progetto di accoglienza in famiglia, nel nostro caso di titolari di protezione internazionale. Sono state esperienze molto intense, sia per le famiglie sia per i rifugiati, che continuano ancora oggi”.

Pierfrancesco Majorino, ​Assessore alle Politiche Sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano

A Milano la community ha già dato prova, in passato, della propria generosità: è dello scorso anno il progetto promosso dal Comune di Milano in collaborazione con l’associazione no profit I Sei petali, attraverso cui gli host aderenti hanno ospitato gratuitamente i familiari di alcuni pazienti ricoverati presso gli ospedali milanesi.

Qualche sera fa, in occasione del World Refugee Day, Antonella, una host della community milanese di Airbnb, ha aperto le porte di casa sua per una cena dell’Home Sharing Club di Milano con alcuni ragazzi rifugiati e i rappresentanti delle associazioni Refugees Welcome e Comunità di Sant’Egidio. È stata una serata di confronto: Refugees Welcome ha infatti coinvolto Miriam, rappresentante di una delle famiglie con cui già collabora, per condividere con gli host Airbnb la sua esperienza diretta di accoglienza a persone e famiglie fuggite da situazioni drammatiche e difficili. Alla serata hanno partecipato anche l’Assessore alle Politiche Sociali di Milano, Pierfrancesco Majorino e il Country Manager di Airbnb Italia, Matteo Stifanelli.

“Siamo felici di unire le competenze di Refugees Welcome e della Comunità di Sant’Egidio su un tema così delicato con la solidarietà della community di host di Airbnb.  Crediamo sia giusto provare a dare il nostro contributo, a fianco del Comune di Milano, nell’affrontare la difficile situazione che queste persone stanno vivendo”.

Matteo Stifanelli, Country Manager di Airbnb Italia

Airbnb si è impegnata a fornire ospitalità a 100.000 persone nel mondo nei prossimi cinque anni.

Open Homes aiuterà a raggiungere questi obiettivi rendendo più semplice alle organizzazioni umanitarie prenotare attraverso gli host che hanno deciso di condividere il loro spazio con i rifugiati senza alcun costo.


La missione di Airbnb è quella di creare un mondo dove tutti possano sentirsi a casa ovunque, e da diversi anni lavora per supportare rifugiati, sfollati e persone in difficoltà. Ecco alcuni dei progetti che abbiamo curato.

  • Ad oggi abbiamo offerto ospitalità per oltre 6.000 notti senza alcun costo per gli operatori umanitari al lavoro per le crisi dei rifugiati a Kos, Lesbo, Giannina, Atene e nei Balcani.
  • L’anno scorso, abbiamo raccolto circa 1 milione di dollari di contributi dalla nostra comunità, donandoli all’UNHCR per supportare la loro opera con i rifugiati.
  • Durante l’Uragano Sandy nel 2012, la comunità di Airbnb si è offerta di accogliere senza costi gli sfollati a causa del ciclone. L’idea è stata l’ispirazione per la creazione del programma di soccorsi in caso di catastrofe di Airbnb, che da allora ha fornito alloggi temporanei alle persone colpite da 65 disastri naturali nel mondo.

  • Da novembre 2016 oltre 550 host di Airbnb e famiglie di rifugiati hanno condiviso un pranzo durante le festività per migliorare la conoscenza reciproca. Nel corso del 2017 espanderemo questa iniziativa, consentendo alla nostre comunità di offrire un pasto caldo e creare nuovi legami con i futuri cittadini.
  • Quando le norme che vietavano ad alcune categorie di persone di entrare negli Stati Uniti sono state attuate, quest’anno, migliaia di membri della comunità di Airbnb si sono offerti di aprire la loro casa per i viaggiatori sfollati.
  • All’inizio di quest’anno, Airbnb si è impegnata a contribuire all’Internationl Rescue Committee con 4 milioni di dollari nei prossimi 4 anni per rispondere ai bisogni più critici della crisi dei rifugiati a livello internazionale.


Vuoi aderire al programma?

Ecco come funziona.

  • Inizia creando un account Airbnb verificato o, per gli utenti già esistenti, registrati al programma Open Homes.
  • Scegli un annuncio già esistente o creane uno apposta per la causa che sostieni. Facci sapere quanto spesso vorresti metterla a disposizione delle persone in difficoltà.
  • Scegli di sostenere una causa e decidi quando aprire la tua casa. Sarai contattato direttamente dalle agenzie autorizzate, che ti proporranno la lunghezza del soggiorno.
  • Airbnb ha iniziato a collaborare con agenzie fidate, specializzate nel trovare sistemazioni temporanee per chi ne ha bisogno. Questi partner cercano le case più adatte per le persone a cui offrono aiuto e parlano con i proprietari per essere certi di individuare la sistemazione giusta.
  • Se hai ulteriori domande clicca qui e scorri in fondo alla pagina; oppure, se fai parte di un’organizzazione che vorrebbe collaborare con noi, ti preghiamo di contattarci via email a [email protected].